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Hotel l’Approdo: una leggenda sul Lago d’Orta

Hotel l’Approdo: una leggenda sul Lago d’Orta

  • 12 aprile 2016

Una delle leggi non scritte del buon albergatore, come tutti possiamo immaginare, è quella di far sentire a proprio agio tutti gli ospiti, cercando al tempo stesso di offrire loro un ventaglio di proposte culturali, sportive, enogastronomiche tale da poterli intrattenere in ogni periodo dell’anno. Sicuramente questa massima è ben chiara allo staff del meraviglioso albergo che siamo andati a visitare sulle rive del Lago d’Orta.

Il nome della struttura non è di certo un caso: l’Hotel l’Approdo, infatti, si trova accanto all’attracco del battello che effettua il giro del lago e proprio qui, sospesi tra terra e onde, facciamo la conoscenza di Michela, una delle responsabili della struttura, che si è messa gentilmente a nostra disposizione per raccontarci  qualcosa di più dell’attività di famiglia.

È proprio la nostra simpatica accompagnatrice a raccontarci le infinite attività che vengono proposte ogni giorno agli ospiti. Già nel percorso che porta dall’ormeggio alla luminosa hall dell’albergo, Michela ci snocciola così tante opzioni che dobbiamo sbrigarci ad estrarre il blocco per gli appunti e mettere tutto nero su bianco.

Il calendario delle proposte è davvero ricco: nelle calde serate estive, ad esempio, vengono proposti concerti blues arricchiti da gustosi banchetti in stile street food, senza parlare dell’ormai famosa grigliata di Ferragosto, o dei divertenti party in piscina. E cosa dire poi dell’intrigante cena al buio, dove a farla da padrone sono i profumi, le consistenze e i sapori dei piatti che escono dalle cucine dell’albergo? Intuiamo subito che Michela è particolarmente fiera dei menù serviti dal ristorante interno: immancabili sono ovviamente i pesci di lago, come il coregone, il luccio persico e il salmerino, così come le gustosissime fritture con la farina di riso. Con il bel tempo, poi, si può anche approfittare della meravigliosa terrazza e brindare ammirando un panorama da cartolina.

Parlando di panorama non possiamo fare a meno di notare la grande piscina posizionata strategicamente vicino al lago, per enfatizzarne ancor di più la bellezza. Michela ci racconta che, per rendere più rilassante e memorabile il soggiorno dei clienti, è stato allestito proprio a bordo vasca un chioschetto in cui vengono serviti drink rinfrescanti e piatti veloci, l’ideale per godersi una giornata di totale riposo, con un trattamento da veri vip.

Ma i fortunati ospiti dell’Hotel l’Approdo hanno ancora molte altre opzioni tra cui scegliere come passare le giornate nei dintorni. Per gli sportivi, l’albergo mette a disposizione un campo da tennis che si trasforma all’occorrenza anche in campo da calcetto, mentre la vicinanza al Lago d’Orta permette di dilettarsi con lo sci nautico, le escursioni in canoa, in pedalò o in barca. I dintorni, inoltre, offrono molti luoghi interessanti da visitare, come la Madonna del Sasso, un santuario arroccato su uno sperone di roccia, il delizioso comune di Omegna o la cima del Mottarone, la dolce montagna che divide il Lago d’Orta dal Lago Maggiore, da cui si può godere di un panorama indimenticabile.

Tra tutte queste offerte c’è davvero da perdere la testa! Siamo curiosi di scoprire quale tra queste proposte sia quella maggiormente gettonata dagli ospiti dell’albergo. Dopo averci pensato un po’, Michela non ha dubbi. Le attività organizzate dallo staff all’interno dell’hotel sono molto apprezzate, ma tra tutte le escursioni possibili, quella più richiesta è quella verso l’isola di San Giulio, legata alla famosa leggenda secondo la quale l’evangelizzatore medioevale, dopo aver fondato novantanove chiese, decise di fondare la centesima sull’unica isola al centro del lago. Non trovando un traghettatore, stese il suo manto sull’acqua è riuscì ad approdare sull’isola sconfiggendo draghi e serpenti e gettando le fondamenta dell’attuale Basilica di San Giulio, ancora oggi destinazione di pellegrinaggi e visite turistiche.

Parlando, Michela ci indica quasi senza accorgersene la direzione verso cui si trova quest’isola così speciale, anche se nascosta alla nostra vista. Rimaniamo incantati da quest’ultima sorpresa che ci ha riservato la nostra gita fuoriporta e continuiamo a prendere freneticamente appunti sul nostro block notes per non perdere nessun particolare del suo racconto. L’ora tarda ci riporta alla realtà e ci ricorda che è meglio mettersi in viaggio per riuscire a tornare a casa prima che faccia completamente buio. Certo, ad aspettarci non troveremo nessuna degustazione di vini, così come niente cena al buio e nemmeno un accenno di street food. Ma allontanandoci in macchina e voltando lo sguardo verso il lago al tramonto, possiamo quasi intravedere tra le dolci onde la sagoma di un uomo che naviga sicuro sul suo mantello verso un’isola incantata. E questo vale davvero il viaggio.

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